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Brief Summary

    Vibrio cholerae: Brief Summary ( Italian )
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    Il vibrione del colera (Vibrio cholerae Pacini, 1854) è un batterio Gram negativo dalla caratteristica "forma a virgola", non invasivo, aerobio/anaerobio facoltativo, appartenente al genere dei vibrioni ed abitante di due ecosistemi molto differenti: l'ambiente acquatico e l'intestino umano. La specie include ceppi patogeni e non patogeni che ricevono e trasferiscono cluster di geni codificanti tossine, fattori di colonizzazione e resistenze agli antibiotici, attraverso l'HGT, provvedendo all'emergenza di nuovi ceppi patogeni. Si tratta di un enteropatogeno inusuale, sia per la sua tendenza a causare epidemie esplosive sia per la sua predilezione a una diffusione pandemica.
    Identificato per la prima volta nel 1854 dall'anatomista italiano Filippo Pacini e studiato dettagliatamente nel 1884 dal medico tedesco Robert Koch..

    Vibrio fischeri: Brief Summary ( Italian )
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    Vibrio fischeri è un batterio Gram negativo, a forma di bastoncello, diffuso in tutto il mondo negli ambienti marini. V. fischeri ha proprietà bioluminescenti, e si trova prevalentemente in simbiosi con vari animali marini, come i sepiolidi. È eterotrofo e si muove per mezzo di flagelli. I V. fischeri che vivono liberi sopravvivono su materia organica in decomposizione (vedi saprofita). Il batterio è un organismo chiave della ricerca per l'esame della bioluminescenza microbica, del quorum sensing e della simbiosi batterico-animale. Prende il nome in onore di Bernhard Fischer, un microbiologo tedesco.

    Il confronto dell'rRNA ha portato alla riclassificazione di questa specie dal genere Vibrio a quello recentemente creato Aliivibrio nel 2007.

    Vibrio harveyi: Brief Summary ( Italian )
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    Vibrio harveyi è un batterio marino bioluminescente.

    La sua ubiquitarietà è stata riportata da vari autori che lo hanno ritrovato in acque tropicali, temperate e polari, sia superficiali che profonde (Yetinson T. e Shilo M.,1979). Può vivere libero nell'acqua o associato ad animali marini come simbionte, commensale o parassita.

    Vibrio harveyi origina l'effetto "milky sea" (mare di latte) che si verifica soprattutto nell'Oceano Indiano, dove il mare può assumere una luminescenza intensa tale da conferirgli il colore bianco del latte.

    La sua funzione ecologica è ancora del tutto oscura; tuttavia alcuni studiosi ritengono che la presenza in ambiente acquatico rappresenti soltanto una fase del suo ciclo vitale e che si trovi a vivere soprattutto in associazione con animali marini (es. Vibrio harveyi e Aglaophenia octodonta).

    Vibrio parahaemolyticus: Brief Summary ( Italian )
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    Il Vibrio parahaemolyticus è un batterio non invasivo, appartenente al genere dei vibrioni, essendo alofilo si ritrova generalmente nelle acque e in alimenti di origine marina. La trasmissione avviene per ingestione di crostacei e molluschi consumati crudi o poco cotti (quindi, per via oro-fecale).
    I sintomi si presentano 12-24 ore dopo l'ingestione e sono dati da diarrea abbondante, crampi addominali, vomito, cefalea e febbre. I sintomi tendono a scomparire spontaneamente nel giro di tre giorni.

    Vibrio vulnificus: Brief Summary ( Italian )
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    Vibrio vulnificus (Reichelt et al. 1976) Farmer, 1979 è un batterio Gram-negativo che infetta ferite esposte all'acqua di mare contaminata o causa setticemia a seguito di ingestione di molluschi crudi contaminati. Le ferite infette sono caratterizzate da gonfiore, arrossamento per arrivare infine alla necrosi del tessuto. È contraddistinto da un'elevata mortalità (intorno al 50 %), e proprio per questo si rende necessaria nella maggior parte dei casi una terapia antibiotica.

    Vibrio: Brief Summary ( Italian )
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    I vibrioni sono batteri Gram-negativi, aerobi-anaerobi facoltativi, asporigeni e privi di capsula, la cui cellula presenta una curvatura lungo l'asse maggiore in modo da far loro assumere la tipica forma a virgola o a C. Tutti i vibrioni possiedono un unico flagello polare, che ne assicura la mobilità.

    I vibrioni non hanno particolari esigenze nutrizionali e crescono bene nei terreni di coltura più utilizzati: la loro particolare predilezione per i terreni a pH alcalino, tuttavia, può essere sfruttata per allestire colture selettive per la coltivazione di questo batterio. Possono fermentare alcuni zuccheri, ma questa fermentazione non comporta la produzione di gas.

    La maggior parte dei vibrioni è costituita da batteri saprofiti, cioè che si nutrono di materia in decomposizione, e che soltanto occasionalmente possono essere ritrovati come parassiti commensali di alcuni animali. Alcuni di essi sono tuttavia in grado di giocare un ruolo importante nella patologia umana, e tra di essi il più rilevante è sicuramente Vibrio cholerae, agente eziologico del colera. Tra i patogeni minori si possono ritrovare:

    Vibrio parahaemolyticus, causa occasionale di diarree dovute all'ingestione di molluschi o crostacei crudi e contaminati Vibrio alginolyticus e Vibrio vulnificus, rari agenti infettivi di ferite cutanee o di ancor più rari casi di sepsi in soggetti immunocompromessi.
    Vibrionaceae: Brief Summary ( Italian )
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    La famiglia delle Vibrionaceae comprende microrganismi Gram negativi a forma di bastoncello diritto o ricurvo o a forma di virgola. Hanno una motilità grazie a flagelli polari. Asporigeni e acapsulati, la maggior parte sono ossidasi e catalasi positivi. Sono anaerobi facoltativi e alofili utilizzano come unica o principale fonte di carbonio, quindi di energia, il substrato D-glucosio.

    Sono microrganismi che trovano ampia diffusione nell'ambiente acqueo riuscendo a vivere sia in acque dolci che in acque salate: il Vibrio parahaemolyticus ha una resistenza al sale fino a concentrazioni non superiori all'11%. Di questa famiglia fanno parte molti ceppi patogeni, come il Vibrio cholerae cholerae, il Vibio cholerae El Tor e il Vibrio parahaemolyticus.

    Il V. cholerae cholerae causa il colera ed è un microrganismo conosciuto da molto tempo, ma nel 1961 è stato scoperto il biotipo V. cholerae El Tor (dall'ospedale egiziano dove è avvenuta la prima epidemia), molto più aggressivo del V.cholerae cholerae e con strutture che ne aumentano la virulenza. Il V. parahaemoliticus causa talvolta nell'uomo gastroenterite in seguito all'assunzione di frutti di mare contaminati.