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Brief Summary

    Clitocybe odora: Brief Summary ( Italian )
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    Clitocybe odora (Bull.) P. Kumm., Führer Pilzk.: 121 (1871).

    Clitocybe odora

    La Clitocybe odora è un fungo appartenente alla famiglia delle Tricholomataceae, interessante per via dell'odore e del sapore intensi di Anice, anche se non da tutti apprezzato.
    È consigliabile consumarlo frammisto ad altre specie fungine in quanto, a causa del sapore aniseo molto forte, potrebbe dare un certo fastidio; basti pensare che un singolo carpoforo può essere percepito chiaramente in un misto di funghi non esiguo.

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    Clitocybe phyllophila: Brief Summary ( Italian )
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    Clitocybe phyllophila (Pers.) P. Kumm., Führer Pilzk. (Zwickau): 122 (1871).

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    Clitocybe sinopica: Brief Summary ( Italian )
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    Clitocybe sinopica (Pers.: Fr.) Kummer 1871 è un fungo precoce non comune e di non facile reperibilità.

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    Lepista nebularis: Brief Summary ( Italian )
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    La Lepista nebularis (Fr.) Harmaja, 1974, comunemente noto come fungo delle nebbie, è un fungo di controversa commestibilità; lo stesso viene consumato da molti per la sua carne dal sapore aromatico ed intenso, anche se non da tutti gradito perché piuttosto forte.

    Tuttavia questo fungo da crudo presenta tracce di una tossina scoperta abbastanza di recente denominata Nebularina, .mw-parser-output .chiarimento{background:#ffeaea;color:#444444}.mw-parser-output .chiarimento-apice{color:red}con proprietà mutagene molto blande (nei topi di laboratorio ne occorrono concentrazioni elevatissime per osservare la mutagenesi)[senza fonte].

    Come per il Lyophyllum connatum, tuttavia, ci si basa su test effettuati in vitro e pertanto non esiste alcuna prova concreta che questo fungo possa provocare mutazioni genetiche negli individui che lo consumano, anche perché la nebularina è idrosolubile e pertanto una prebollitura prolungata dovrebbe far svanire quasi completamente questa molecola.

    Questa specie contiene anche altre tossine, fra cui:

    alcune di tipo "termolabile", ovvero rese inerti dopo l'esposizione del fungo ad alte temperature altre "termostabili" che non vengono metabolizzate dal nostro organismo e, in caso di consumi eccessivi, si accumulano nel fegato che non ha il tempo di smaltirle.

    Inoltre la L. nebularis, durante la cottura, sprigiona un vapore che sembra possa scatenare improvvisi attacchi di mal di testa nelle persone che si trovano nelle vicinanze, in quanto le tossine termolabili vaporizzate vengono accidentalmente inalate. Il micologo Riccardo Mazza, nel libro I funghi dal vero, sostiene che questi vapori possano risultare addirittura pericolosi; è comunque sufficiente aerare il locale.

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